Benvenute e benvenuti!

Su queste pagine potete trovare il modo di conoscermi meglio, se vi va.

Potete conoscere un po' della mia vita privata, le mie opinioni e le mie posizioni politiche. Potete contattarmi per farmi delle domande, per criticarmi, per consigliarmi per avere uno scambio che possa essere costruttivo per entrambe.

Buona giornata.

Adriano


Affitti troppo alti: e il Cantone cosa fa?

Gli affitti continuano a salire, lo ha confermato per l’ennesima volta uno studio elaborato dal portale di annunci immobiliari Homegate fatto in collaborazione con la Banca Cantonale di Zurigo. Non è certo una novità, purtroppo. Lo sanno bene tutte quelle persone che per un motivo o per un altro sono alla ricerca di una nuova abitazione. Secondo questo studio, in Ticino, le pigioni sono aumentate dello 0,9% rispetto al mese precedente e addirittura dell’1,6% rispetto all’anno prima. Grave la situazione a Lugano con un aumento del 2,5% in un mese e del 2,4% su base annua.

Questo andamento conferma quanto rilevato dall’Ufficio federale di statistica che, aggiornando l’indice nazionale degli affitti, aveva calcolato che nel 2021 le inquiline e gli inquilini per le proprie pigioni spendevano il 20% in più rispetto al 2005, rincaro che saliva al 30% se confrontato con i prezzi del 2000.

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Richiedere la riduzione della pigione prima che sia troppo tardi*

Nelle scorse settimane sono apparse due distinte notizie relative ai tassi di interesse che devono attirare l’attenzione di chi vive in un’abitazione in affitto.

La prima notizia deve metterci in allarme. La Banca Nazionale Svizzera, abbandonando gli interessi negativi in vigore ormai da quasi otto anni, ha deciso di alzare il proprio tasso guida di 0,75 punti, portandolo dal -0,25% al +0,50%. Ciò vuol dire che anche i tassi ipotecari stanno iniziando a salire, in particolare quelli variabili. La conseguenza che le inquiline e gli inquilini potrebbero dover affrontare in futuro è un aumento della pigione della propria casa.

L’altra notizia è invece più rassicurante. Il tasso ipotecario di riferimento nei contratti di locazione rimane al 1,25 %, il tasso più basso di sempre. Ricordiamo che questo indice è quello che in caso di diminuzione può determinare per il locatario l’eventuale diritto a una riduzione della pigione, o in caso di rialzo il diritto per il locatore di aumentarla.

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Confermata la parità di trattamento tra inquilini e proprietari*

Nel giugno dello scorso anno, il Parlamento ticinese ha approvato, a maggioranza, la modifica dell’articolo 20 della Legge tributaria introducendo un’eccezione relativa alla dichiarazione del valore locativo di questo tenore: “In caso di una sostanza imponibile inferiore a 500'000 franchi e su richiesta del contribuente, il valore locativo imponibile può ammontare al massimo al 30 per cento delle entrate in contanti”. 

Contro questa decisione è stato inoltrato ricorso al Tribunale federale che con una sentenza emanata nelle scorse settimane ne ha sancito l’incostituzionalità. Quindi questa modifica legislativa è stata annullata. 

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Non tocca a noi pagare l’intero prezzo della crisi energetica*

Stiamo vivendo tempi bui, per ora in senso metaforico, ma il rischio che presto lo siano anche in senso letterale è molto grande. A causa della crisi internazionale innescata dall'invasione russa dell'Ucraina, rischiamo di dover affrontare una grave carenza di energia, sia per l'illuminazione che per il riscaldamento. Le previsioni non sono certo delle migliori. 

È quindi necessario consumare l'energia in modo parsimonioso, adattando un po' le nostre abitudini alle nuove disponibilità. Ognuno di noi dovrà fare dei sacrifici, ma niente di trascendentale... Impariamo a spegnere la luce dove non serve; se usiamo ancora delle lampadine alogene o a incandescenza, sostituiamole con quelle Led che sono molto più efficienti. Per quanto riguarda i riscaldamenti, uno o due gradi in meno possono essere impostati senza troppa difficoltà, almeno nelle camere da letto; basta non pretendere di restare in casa in calzoncini e canottiera come durante le estati più calde.

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Due riforme antisociali che vanno assolutamente bloccate!

La riforma denominata AVS21 e il relativo aumento dell’IVA sono due proposte antisociali che vanno a colpire le fasce più deboli della popolazione: le donne con un basso reddito e i consumatori che già devono affrontare un’esplosione dell’inflazione.

Si sa che molte donne, troppe, ricevono redditi più bassi rispetto agli uomini, sia perché spesso lavorano a tempo ridotto sia perché a parità di occupazione e di funzione, vengono ancora pagate meno degli uomini. Vengono trattate differentemente nel corso di tutta la vita attiva, ma con questa riforma si pretenderebbe di trattarle alla pari facendole lavorare un anno in più: un ossimoro!

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Ridurre i consumi per ridurre le spese*

Negli scorsi giorni, in Francia è entrata in vigore una legge denominata “Clima e resilienza” che, tra le varie cose, dichiara illegali le abitazioni che, non essendo mai state risanate, consumano troppa energia: le cosiddette “baraccopoli energetiche”.

Secondo il Ministero della Transizione Ecologica, su 30 milioni di abitazioni principali, ce ne sono 5,2 milioni classificate come F o G (gli ultimi due livelli sulla scala dell’efficienza energetica composta di 7 gradini), cioè il 17% delle abitazioni primarie. Includendo anche le case secondarie e le proprietà sfitte, la cifra sale a 7,2 milioni di unità abitative.

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