Benvenute e benvenuti!

Su queste pagine potete trovare il modo di conoscermi meglio, se vi va.

Potete conoscere un po' della mia vita privata, le mie opinioni e le mie posizioni politiche. Potete contattarmi per farmi delle domande, per criticarmi, per consigliarmi per avere uno scambio che possa essere costruttivo per entrambe.

Buona giornata.

Adriano


Per un'Associazione forte e incisiva*

* editoriale di giugno 2019 di Inquilini Uniti, rivista dell'Ass. Svizzera degli Inquilini

 

Come avete potuto leggere sull'ultimo numero di Inquilini Uniti, dopo nove anni Elena Fiscalini ha deciso di lasciare la presidenza della nostra Associazione. Lo scorso 26 marzo l’assemblea generale dell’ASI ha scelto di affidare a me il ruolo di presidente. È una carica che assumo con piacere, ma anche con grande timore. Il timore è grande perché coloro che mi hanno preceduto, e oltre a Elena penso ovviamente anche all'indimenticabile Bill Arigoni, sono state persone che hanno dedicato molti anni della loro vita alla lotta in difesa delle inquiline e degli inquilini. E lo hanno fatto con grande capacità e con forte determinazione. Il mio primo compito sarà dunque quello di onorare il lavoro fin qui fatto.

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Per la solidarietà tra i lavoratori

“Giù le mani” è un urlo di lotta. Il motto è nato, o per lo meno ha raggiunto grande e contemporanea notorietà, in occasione dello sciopero delle Officine, nel 2008. Sciopero nato dalla determinazione di alcune centinaia di lavoratori decisi a difendere il proprio posto di lavoro. Ma in ballo non c'era solo l'interesse personale del singolo lavoratore, c'era qualcosa di più. C'era la volontà di difendere una tradizione industriale ultracentenaria.

Si trattava di difendere un luogo di competenze e formazione, in parte legato a lavori di altri tempi, quei lavori che ancora si fanno con le mani e non seduti a una scrivania pigiando bottoni collegati a un mondo virtuale e non sempre tangibile. Ma anche un luogo di lavoro che nel corso della sua lunga storia è stato capace di non finire su un binario morto (come qualcuno vorrebbe invece farci credere) ma che è rimasto al passo con i tempi moderni e di oggi, tecnologicamente aggiornato.

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Piano cantonale dell'alloggio, finora solo un esercizio alibi

Beltraminelli l’aveva promesso entro la fine della scorsa legislatura, ma le loro tracce, quelle del ex consigliere di Stato e quelle del Piano dell’alloggio (Pca), sono svanite nel nulla. Il primo per volontà popolare, il secondo – crediamo – per volontà del primo.

 La storia del Pca inizia nel 2009, sotto la spinta di una petizione dell’Associazione Svizzera degli Inquilini e di una mozione parlamentare. Due atti che chiedevano al Consiglio di Stato di impegnarsi maggiormente nella promozione degli alloggi a pigione moderata. Un primo rapporto è stato presentato nel 2012, mentre la versione definitiva è stata messa in consultazione nel 2015. Da allora non è più successo nulla!

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L'imbarazzante e “tecnocrate” Morisoli

Conosco Manuele Bertoli da circa un decenio. In questi anni ci siamo incontrati e anche scontrati, abbiamo riso e qualche volta abbiamo anche alzato un po' la voce. Non sempre siamo stati d'accordo, ma mai ho avunto il più lontano sentore che il suo handicap visivo potesse essere per lui un problema. Questo, caso mai, lo è per chi gli sta intorno. Sentire un intervanto di Manuele, sempre molto preciso e completo, è qualcosa di speciale. Molti di noi si impappinano leggendo un testo preparato per giorni, lui fila diritto come nella migliore tradizione facevano i treni svizzeri fino ad alcuni anni fa. Avere a che fare con tanta capacità può essere, effettivamente, imbarazzante. Ti fa sentire piccolo.

Ma ancor più imbarazzante è Sergio Morisoli.

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Io, Israele e l'antisemitismo

Sembra impossibile, ma ancora oggi, c'è chi non si rende conto di quanto orribile sia stato quello squarcio della storia che ha visto imperversare odio e morte sull'Europa degli anni '40 del secolo scorso. Altrettanto preoccupante e sconcertante è vedere la facilità con cui viene banalizzato e deriso uno dei più grandi drammi dei nostri giorni, quello che vede milioni di persone costrette a fuggire da Paesi colpiti da fame e guerre.

La cosa più triste, però, è vedere come gente che, pur essendo istruita, riesce a fare degli iperbolici salti mortali pur di denigrare ogni povero disperato in cerca di un futuro migliore, e che faccia ciò dal suo fortino virtuale senza essere in grado di provare, anche solo per una volta, ad andare a sentire le storie che accompagnano questi viaggi della disperazione.

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