Non tocca a noi pagare l’intero prezzo della crisi energetica*

Stiamo vivendo tempi bui, per ora in senso metaforico, ma il rischio che presto lo siano anche in senso letterale è molto grande. A causa della crisi internazionale innescata dall'invasione russa dell'Ucraina, rischiamo di dover affrontare una grave carenza di energia, sia per l'illuminazione che per il riscaldamento. Le previsioni non sono certo delle migliori. 

È quindi necessario consumare l'energia in modo parsimonioso, adattando un po' le nostre abitudini alle nuove disponibilità. Ognuno di noi dovrà fare dei sacrifici, ma niente di trascendentale... Impariamo a spegnere la luce dove non serve; se usiamo ancora delle lampadine alogene o a incandescenza, sostituiamole con quelle Led che sono molto più efficienti. Per quanto riguarda i riscaldamenti, uno o due gradi in meno possono essere impostati senza troppa difficoltà, almeno nelle camere da letto; basta non pretendere di restare in casa in calzoncini e canottiera come durante le estati più calde.

Chiaro che non possiamo essere solo noi inquilini a fare sacrifici, bisogna che l'esempio venga dalle istituzioni che devono impostare delle misure di risparmio energetico in ambito pubblico, ma anche imporre dei risparmi a chi di corrente ne usa parecchia e anche un po' inutilmente, per esempio i centri commerciali e i negozi in generale che tengono accese tutte le luci anche di notte. 

Ma il ruolo dell'ente pubblico non deve essere solo quello di dare l'esempio e di porre dei limiti, deve anche assumersi l'impegno di sostenere le fasce più deboli della popolazione con dei contributi finanziari per far fronte all'aumento dei costi energetici. 

Un'altra urgenza che si è manifestata con questa crisi internazionale, è la necessità di accelerare il passaggio verso il risanamento energetico degli edifici. Un migliore isolamento di pareti, finestre e tetti, accompagnato dall’abbandono dei sistemi di riscaldamento basati sullo sfruttamento delle energie fossili, oltre a migliorare il confort delle nostre case, permetterebbe un importante risparmio energetico e quindi monetario. 

Le possibilità per fare fronte a una probabile carenza energetica ci sono, ma è necessaria una forte volontà politica che tenga maggiormente in conto i bisogni di molti e non l’interesse di pochi. 

*Editoriale per il numero di Inquilini Uniti di settembre 2022