L’Europa indica la via contro la precarietà abitativa*

Lo scorso 21 gennaio il Parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza un’importante risoluzione a favore delle inquiline e degli inquilini di tutta Europa e che potrebbe avere effetti positivi anche in Svizzera.

Approvata con 352 sì, 179 no e 152 astensioni, questa risoluzione chiede ai Paesi membri dell’Unione europea di garantire l’accesso a un alloggio dignitoso, a prezzi di locazione accessibili e di porre rimedio al fenomeno dei senzatetto. Più precisamente, chiede: l’interruzione degli sfratti; la promozione di un’edilizia sociale sostenibile con un maggior impegno da parte degli enti pubblici; la regolamentazione del mercato degli affitti per contrastare quelli alti; la regolazione dei contratti di locazione brevi; l’abbandono di politiche di segregazione sociale.

La decisione è stata accolta molto positivamente da Marie Linder, presidente dell’Unione internazionale degli inquilini (Iut): «Mentre i governi nazionali credono ancora che il mercato risolverà tutti i problemi abitativi, il Parlamento europeo alza il cartellino rosso, ferma la speculazione e supera le barriere agli investimenti per l’housing sociale. L’edilizia abitativa è la voce di spesa più alta per i cittadini europei. Il 38% delle famiglie a rischio di povertà spende più del 40% del reddito disponibile per l’alloggio».

Entusiasta anche la nostra associazione che per voce del suo presidente nazionale, Carlo Sommaruga, sottolinea come tutto «questo vale anche per la Svizzera, il Paese con la più alta percentuale di inquilini in Europa. È giunta l’ora che il governo svizzero e i governi cantonali si assicurino di avere programmi solidi e a lungo termine per rimediare alla mancanza di alloggi a prezzi accessibili e per porre un freno all’aumento vertiginoso delle pigioni».

Un altro importante aspetto preso in considerazione dalla risoluzione europea è quello ambientale, con un Green Deal a misura di inquilino, neutrale per quanto riguarda i costi abitativi dopo il rinnovo e la ristrutturazione (gli aumenti di pigione devono essere completamente compensati con risparmi energetici) in opposizione alla spregevole abitudine di disdire tutti i contratti di locazione coinvolti dai lavori, mettendo in seria difficoltà intere famiglie e spesso molte persone anziane.

Anche questo tema è di importante attualità alle nostre latitudini. Infatti il prossimo 13 giugno voteremo per la revisione della legge sul CO₂ che, se approvata dal popolo, servirà anche da incentivo al rinnovamento energetico del parco immobiliare svizzero, portando beneficio nella qualità di vita.

 

* Articolo apparso su Area, Quindicinale di critica sociale del 17 Marzo 2021