Piano cantonale dell'alloggio, finora solo un esercizio alibi

Beltraminelli l’aveva promesso entro la fine della scorsa legislatura, ma le loro tracce, quelle del ex consigliere di Stato e quelle del Piano dell’alloggio (Pca), sono svanite nel nulla. Il primo per volontà popolare, il secondo – crediamo – per volontà del primo.

 La storia del Pca inizia nel 2009, sotto la spinta di una petizione dell’Associazione Svizzera degli Inquilini e di una mozione parlamentare. Due atti che chiedevano al Consiglio di Stato di impegnarsi maggiormente nella promozione degli alloggi a pigione moderata. Un primo rapporto è stato presentato nel 2012, mentre la versione definitiva è stata messa in consultazione nel 2015. Da allora non è più successo nulla!

Tra le misure proposte per fare in modo che l’offerta di pigioni moderate possa aumentare, il Pcs propone in particolare la costituzione di un fondo di circa 8 milioni da spendere in 10 anni a sostegno delle attività edilizie di Organizzazioni di utilità pubblica e Cooperative di abitazione. Viene anche ricordata e sottolineata l’importanza dell’ente comunale, che attraverso la pianificazione del territorio può imporre la realizzazione di alloggi accessibili premiando i promotori con delle concessioni edilizie maggiori all’usuale in modo da compensare eventuali minori introiti finanziari. Inoltre, l’Ente pubblico è invitato a valorizzare i propri terreni e ad acquistarne di nuovi, destinandoli all’edificazione di questo tipo di alloggi attraverso la concessione in diritto di superficie. Un ultimo punto che merita di essere segnalato è relativo alla creazione di un Centro cantonale di competenza da affidare alla Supsi con il compito di monitorare il mercato dell’alloggio allo scopo di proporre le misure necessarie affinché le nuove costruzioni vadano a soddisfare i reali bisogni del Cantone.

L’impressione è che il Pca sia stato un esercizio alibi, un modo per dire, o almeno far credere, di aver fatto qualcosa in favore di abitazioni dignitose con prezzi accessibili. Questa impressione è confermata dal rapporto che il Consiglio di Stato ha licenziato tre giorni prima delle elezioni. Di fatto, fantasticando riguardo a un «mercato dell’alloggio che nel frattempo ha conosciuto mutamenti di rilievo» – in peggio, aggiungiamo noi – il CdS cestina tutto il lavoro fatto e l’unica misura che intende mettere in atto è la realizzazione del Centro di competenza.

Al neoconsigliere di Stato Raffaele De Rosa, al quale auguriamo un buon lavoro, ricordiamo che le inquiline e gli inquilini aspettano delle risposte concrete ed efficaci! Gli chiediamo, quindi, che il Pca venga rapidamente ripreso, migliorato e messo interamente in atto.

 

Articolo apparso su Area del 19 aprile 2019