Dalla “tragedia” socialista all’unità “rosso-verde”

In casa socialista la formazione della lista per le elezioni municipali di Lugano si sta dimostrando un pasticcio. Non è la prima volta che tra noi socialisti ciò accade. Si pensi, per restare in anni abbastanza recenti, alla candidatura di Lurà per il Consiglio di Stato e si guardi a cosa rischia di succedere adesso anche a Mendrisio, con Bervini che sembra meditare una sua candidatura a nome di una lista civica pensata con ex militanti della Lega.

Unico esempio costruttivo, caratterizzato da un forte spirito di gruppo è quello di Bellinzona che ha portato la Sinistra ad un risultato storico che tutti conosciamo e riconosciamo.

Ma non mi interessa star qui a discutere se Nenad Stojanovic ha fatto bene o male a prima presentarsi e poi a ritirasi. E non mi interessa nemmeno discutere sulla mancata pubblicazione della graduatoria dei candidati nominati durante l’assemblea di Cadro, anche se sono convinto che la trasparenza sia uno dei valori e dei doveri fondamentali che il nostro partito dovrebbe sempre rispettare.

Ciò che mi interessa adesso è un dato oggettivo, forse l’unico: la lista del PS è rimasta orfana di un chiaro rappresentante della sensibilità ambientalista.

Che Nenad abbia una particolare attenzione per l’ambiente è un fatto ampiamente riconosciuto e lo sa bene anche il coordinatore dei Verdi. Infatti, Sergio Savoia non ha perso tempo nel lanciare un appello a Stojanovic affinché facesse il grande salto per passare direttamente al partito ambientalista.

Savoia e i Verdi potrebbero, invece, provare a fare il ragionamento contrario.

Lugano ha adesso un Municipio decisamente poco sensibile ai temi ambientali, e il futuro non si prospetta migliore!

Allora perché non completare la lista del PS con un forte candidato dei Verdi? Perché non costruire una lista unitaria e forte e puntare assieme ad ottenere due seggi in Municio

Se ciò accadesse, i Verdi non farebbero di certo un favore a noi Socialisti, ma lo farebbero alla popolazione luganese stanca di vivere in una città auto-centrica e basata sulla “dittatura del cemento”.

Mi auguro, quindi, che da questa tragedia ci si possa risollevare insieme, che i contatti tra il PS e i Verdi riprendano subito e che in quella che potrebbe diventare una lista “rosso-verde” trovi il suo spazio un ottimo rappresentante ambientalista.