Di progressisti, di unità e chissenefrega

Vorrei provare a mettere un po' d'ordine nelle parole che ho pronunciato sabato scorso al Congresso ordinario del Partito Socialista, appuntamento cruciale che ha visto come momento centrale la nomina di Saverio Lurati a presidente del partito.

Nel mio intervento ho paragonato la Sinistra ad una coppia di genitori separati ma unita dalla necessità di far crescere bene i propri figli.

Infatti l'area progressista è costituita da diverse realtà, alcune istituzionalizzate in partiti o movimenti veri e propri, altre rappresentate dalle correnti interne ai partiti stessi.

Malgrado le divisioni, tutte queste costellazioni hanno un certo numero di obiettivi comuni, i figli di cui prendersi cura, che potrebbero essere, ad esempio: la giustizia sociale, la difesa del territorio e dell'ambiente, la difesa dei lavoratori e del loro potere d'acquisto e molte altre cose.

Il problema però è che troppo spesso vecchi rancori, sovente di tipo personale, acuiscono le separazioni, concentrando l'azione delle parti coinvolte più a sottolineare le differenze che non ad evidenziare i punti in comune.

Metaforicamente ho invitato tutte le persone e le forze politiche che compongono quella che generalmente viene chiamata l'area progressista - che per me comprende tutte le formazioni di estrema sinistra, il PS e I Verdi - a prendere i propri rancori, metterli in una cassa, chiuderla bene e metterla via. Ho chiamato queste scatole gli “scatoloni dei chissenefrega”, perché se si vuole veramente essere incisivi nella politica ticinese, e non solo, è necessario mettere da parte i propri risentimenti e trovare il modo di collaborare per la realizzazione di un progetto condiviso.

Quindi da oggi impariamo a dire chissenefrega se Tizio quel giorno non ha fatto come voleva Caio!

Istituiamo una tavola rotonda che a ritmo regolare riunisca le varie sensibilità dei progressisti, dove questi, senza dover rinunciare alle rispettive differenze e peculiarità, possano gettare le basi per la realizzazione di un fronte coeso che sappia affrontare e risolvere i problemi e le sfide del Cantone con maggiore incisività.

Davvero l'area progressista ha i numeri per ottenere tra tre anni due meritati Consiglieri di Stato, ma bisogna iniziare oggi a costruire le premesse per raggiungere quell'obiettivo necessario per liberare il Ticino dalla politica dell'odio e della discriminazione che la destra sta portando avanti con tanta prepotenza.

Questo è quanto ci chiedono coloro che sognano un Ticino aperto e coeso, questo è ciò che dobbiamo fare per soddisfare l'interesse generale contro chi vorrebbe soddisfare il solo interesse di bottega.