Intervista per "Inchiostro rosso"

Questa intervista risale alla fine del mese di luglio, ma tarda ad uscire. Io inizio a pubblicarla qui.

 

La sinistra in Canton Ticino è uscita piuttosto malamente dalle elezioni cantonali del mese di aprile: il PS cade al minimo storico, l'alleanza PC-MpS riporta la sinistra radicale in Parlamento ma non riesce a imporsi maggiormente come forse qualcuno si aspettava (va comunque detto che quella con il PC è l'unica lista che tra le "piccole" è riuscita a fare un deputato), I Verdi sono invece gli unici che riescono a crescere. Questo malandazzo è forse riconducibile al fatto che il PS si sta in qualche modo snaturando con un ormai chiaro spostamento al centro (si veda ad esempio la creazione di Incontro Democratico)?

Il Partito Socialista non è stato capace di darsi e di perseguire un obiettivo di radicamento nella società e quindi di crescita elettorale. La campagna elettorale e i risultati raggiunti hanno evidenziato un partito snaturato dai personalismi, dove ognuno ha lavorato non per il risultato complessivo, ma per il proprio risultato personale. La corsa al centro c'è stata, o perlomeno è mancato il coraggio di smarcarsi chiaramente da una politica moderata. Qualcuno ha creduto che bisognasse occupare il vuoto al Centro senza accorgersi che in questo modo non è possibile contrastare l'aggressività delle Destre razziste e liberiste.

 

 

Alle prossime elezioni federali il PC ha fatto capire che potrebbe presentare un proprio candidato al Consiglio degli Stati, e soprattutto che questo dovrebbe essere sostenuto anche dal PS, naturalmente all'interno di un ticket con il candidato socialdemocratico: se così non dovesse essere, potrebbe anche non esserci la congiunzione delle liste al Consiglio Nazionale. Prospettive Socialiste come vede questa possibilità? C'è forse il timore che il PS possa preferire un reciproco sostegno con il PLRT nonostante il candidato al Senato non sia più Dick Marty ma Fabio Abate?

 

Il nuovo candidato del PLRT, a differenza di Marty, non è certamente un politico di chiara fede radicale che potrebbe eventualmente soddisfare l'elettorato socialista. In questa occasione, più che mai, il PS ha il dovere di presentare una candidata o un candidato capace di raccogliere ampi consensi anche tra la Sinistra radicale e i Verdi. I candidati presentati dagli altri partiti coprono già ampiamente la Destra e il Centro dell'arco politico, è quindi necessario che il PS svolga con serietà il ruolo di elemento aggregante dell'area rosso-verde senza avere paura di allontanarsi dal Centro. Francamente una candidatura comunista agli Stati con la “pretesa” che sia sostenuta al primo turno dal PS faccio un po' fatica a capirla. Sì, vi darebbe maggiore visibiltà, ma la Sinistra dovrebbe rifuggire la società dell'"appaio, dunque sono"... Credo che oggi tutti coloro che si riconoscono nell'area progressista dovrebbero rendersi conto che non è il momento dei giochetti individuali, ma che bisogna lavorare in maniera unita e costruttiva per fermare la deriva a destra che ha colpito il nostro Cantone.

 

 

Una della altre possibilità è che al Senato venga presentato un candidato d'area che metta d'accordo verdi, socialisti e comunisti: il PC ha lasciato intendere che questo potrebbe essere soltanto Franco Cavalli, il quale è però piuttosto osteggiato dall'ex presidente e oggi Consigliere di Stato Manuele Bertoli, il quale lo ritiene un estremista, come ha pubblicamente espresso di recente. Ci sono delle possibilità che il Congresso elettorale socialista del 4 settembre propenda per un Cavalli come candidato d'area? Chi altro potrebbe avere la caratura per ambire ad una simile poltrona?

 

Come ho detto nella risposta precedente, è fondamentale individuare una candidatura forte che possa mettere d'accordo PS, PC, MPS e Verdi. Bertoli, che ora è Consigliere di Stato e non più presidente del partito, ha sbagliato ad esprimere apprezzamenti su Cavalli. Franco è stato il socialista che fino ad oggi ha raggiunto il miglior risultato elettorale nella corsa agli Stati. Se la candidatura Cavalli presenta dei problemi, o meglio delle incognite, non è certo per via delle sue posizioni politiche. Eventualmente bisognerebbe chiedersi se l'elettorato progressista non preferirebbe un segnale di rinnovamento e che quindi bisognerebbe individuare un volto politicamente nuovo ma capace di essere riconoscito come valido e meritevole di un'ampia fiducia. Non so chi verrà proposto al Congresso di settembre, fino ad ora la questione delle liste per le elezioni federali non è stata gestita molto bene dalla direzione del Partito. Secondo me abbiamo avuto troppa fretta nel preparare la lista per il Nazionale, sarebbe stato meglio rimandare tutto a settembre e fare un ragionamento più globale che comprendesse la lista agli Stati e quella al Nazionale e nel frattempo continuare a ragionare su tutte le strategie possibili.

 

Oggi all'interno del PS sembra non esserci molto spazio per Prospettive Socialiste: di fatto i posti importanti sono un deputato in Gran Consiglio, il biaschese delle Officine di Bellinzona Ivan Cozzaglio, e il posto in Consiglio Nazionale di Marina Carobbio, la quale essendo però anche vicepresidente del PSS non può sempre esprimersi in maniera del tutto libera, per cui nelle geometrie interne del PS Ticino non possiamo dire che spinga fortemente a sinistra. Nel prossimo futuro cosa cercherete di fare per radicarvi maggiormente all'interno del Partito? Per quel che riguarda invece i rapporti esterni, pensate di poter maggiormente incrementare le sinergie con il resto della sinistra in ottica di avere una sinistra in Ticino che funga realmente da alternativa al populismo leghista?

 

Il gruppo di Prospettive Socialiste dovrebbe valutare con serietà quale è il ruolo che vorrà continuare a giocare all'interno del PS. In questo momento però è necessario ricostruire il Partito Socialista e ognuno di noi deve partecipare a questo lavoro. È evidente che la linea condotta dalla presidenza Bertoli negli ultimi anni ha portato ad un risultato deprimente. La reazione da parte del Partito è stata debole, è mancato un chiaro segnale di svolta. Si sta affrontando la sconfitta nel modo più classico che la Sinistra sa seguire: con dei gruppi di lavoro. Il risultato di questi gruppi è solitamente qualcosa che produce sorrisi e una scossa di fiducia effimera, solitamente in concreto non producono molto. La rincorsa al Centro non ha prodotto i risultati che i suoi promotori si aspettavano. Il gruppo di Prospettive Socialiste continuerà a battersi non per delle poltrone, ma per un Partito Socialista forte, schierato dalla parte dei più deboli e non solo dalla parte dei “moderatamente deboli”. Bisogna costruire un Partito Socialista non dogmatico ma capace di riconoscere i problemi delle ticinesi e dei ticinesi; solo in questo modo il PS potrà essere riconosciuto come valido interlocutore anche dalle forze più radicali della Sinistra ticinese.