Il fenomeno delle disdette-vendita continua a farsi strada in Ticino dove non smette di colpire soprattutto gli inquilini, l’anello più debole di un mercato immobiliare sempre più sbilanciato e disattento alla sua funzione sociale. Dietro formule giuridicamente corrette e comunicazioni impersonali, si consuma una realtà fatta di famiglie costrette a lasciare la propria casa, di anziani sradicati dal quartiere in cui hanno costruito relazioni e abitudini, di giovani che vedono allontanarsi ulteriormente la possibilità di un alloggio accessibile.
I casi concreti non mancano. Dopo i noti fatti di via Vergiò, la Monopoly SA si è gettata anche sul mercato Bellinzonese con la solita procedura: coprare il palazzo intero per poi vendere gli appartamenti singolarmente: gli inquilini che non possono comprare se ne devono semplicemente andare! Monopoly ha aperto la strada ad altri investitori che stanno mettendo in atto la stessa procedura. L’ultima, per ora, in via Lucino ancora a Breganzona. Anche qui o compri l’appartamento dove vivi da molti anni o te ne vai altrove.
La disdetta per vendita non è una semplice operazione finanziaria: è un atto che incide profondamente sulla vita delle persone. In Ticino, dove l’offerta di alloggi a pigione moderata è già insufficiente e dove il tasso di sfitto è in continua diminuzione, questo meccanismo diventa una leva di pressione insostenibile. Si vende, si ristruttura, si rialza la pigione. E chi non può permettersela, dovrà fare ulteriori sacrifici per non restare in mezzo alla strada.
In questo contesto, rivolgersi all’Associazione inquilini non è solo utile, ma spesso decisivo. Molte disdette-vendita possono essere contestate, prorogate o almeno mitigate, ma solo se gli inquilini sono informati e accompagnati. L’Associazione offre consulenza, sostegno legale e una voce collettiva capace di riequilibrare, almeno in parte, una sproporzione di forze evidente.
Il ritorno delle disdette-vendita dovrebbe suonare come un campanello d’allarme. Difendere il diritto all’abitazione significa anche rafforzare gli strumenti di tutela e incoraggiare gli inquilini a farli valere. Perché la casa non è una merce qualsiasi: è un bene essenziale, e chi la perde non dovrebbe mai essere lasciato solo.
