Zali, l’ex uomo di legge che non legge

Da diversi anni si ipotizza di reintrodurre il tram a Lugano, anche se si tratta più che altro di un treno. Infatti la prima parte del progetto prevede di portare fino in centro città l’attuale linea Lugano – Ponte Tresa. Gallerie e ascensori cambieranno notevolmente il tracciato che prevede anche l’eliminazione della tratta di collina, quella tra Bioggio e la Stazione FFS di Lugano.

Le leggi possono essere belle o brutte, ma ad ogni modo esistono e come tali vanno rispettate ma anche sfruttate.

Tre associazioni – Associazione traffico e ambiente (ATA), Società ticinese per l’arte e la natura (STAN) e Cittadini per il Territorio del Luganese – si sono formalmente opposte al nuovo progetto Tram-treno, contestando in particolare proprio la soppressione della linea di collina. A sostegno della loro opposizione, hanno raccolto circa 2000 firme di persone residenti nella zona interessata.

Fin qui, tutto nella norma. Quel che è un po’ (troppo) fuori luogo, è la reazione stizzita e scomposta di Claudio Zali, oggi Consigliere di Stato, ma in precedenza uomo di legge. Intervistato da laRegione, il nostro “statista” ha mostrato un certo disprezzo per le basi della democrazia svizzera, sbeffeggiando uno dei diritti sanciti dalla Costituzione svizzera, quello di petizione: «Duemila firme mi fanno sorridere. Quando cominciano ad essere cinquemila, diecimila, magari se ne può discutere».

Inoltre, benché sia stato uomo di legge, si è dimostrato uomo che non legge. Prima di reagire con tutta la sua foga, Zali non si è nemmeno preso la briga di dare un’occhiata all’opposizione fatta dalle tre associazioni. Nella sua intervista dichiara che per «una delle tre associazioni», si è «preso il disturbo di guardare gli statuti, “I Cittadini per il territorio”, dichiara di occuparsi di Mendrisiotto e Basso Ceresio, per cui sono anche fuori tema. Non mi sembra che il Basso Ceresio includa anche la zona della Piana del Vedeggio». Ha cercato anche di fare il simpatico, ma se si fosse assunto il “dovere” di leggere l’opposizione, avrebbe scoperto che si tratta dell’associazione “Cittadini per il territorio del Luganese”. Avrebbe almeno fatto una figura un po’ più bellina.

Questo è quel che succede nel nostro fazzoletto di terra, governato da persone che si appellano al potere popolare solo quando fa loro comodo, sbeffeggiando la società civile che opera secondo i propri diritti garantiti dalle leggi e dalla costituzione, permettendosi di delegittimare «queste associazioni autoreferenziali», non «elette democraticamente da nessuna parte» dimenticando che il suo stesso ingresso in Consiglio di Stato non è ceto avvenuto per volontà popolare!