La politica e la prudenza

Martedì il Gran Consiglio dovrà decidere se spedere 12 milioni di franchi per acquistare una parte di uno stabile a Giubiasco. Gli spazi dovrebbero ospitare l’Istituto della formazione continua, la Città dei mestieri e la Sezione della logistica.

 I tempi della politica, si sa, sono lunghi perché devono seguire tutta una serie di procedure che possono apparire noiose, ma che servono a garantire (o almeno così si spera) la massima trasparenza su come vengono spesi i soldi pubblici. Rinunciare a queste procedure potrebbe voler dire, nella migliori delle ipotesi, che è mancata lungimiranza nel prevedere un bisogno. Altre volte, può capitare che si abbia un idea e che la si voglia vedere subito realizzata, ma ciò non può oscurare la trasparenza che regge il rapporto tra cittadino e istituzioni.

Il Consiglio di Stato di questa legislatura ha già fatto parecchi pasticci e credo che non goda di molta simpatia e stima da parte della popolazione ticinese. Ci sono stati alcuni importanti scandali, come Argo 1 e i “permessi facili” e alcuni errori. Alcune proposte, fatte in particolare dai ministri leghisti, sono poi cadute in parte o totalmente difronte al giudizio dei tribunali: l'aumento delle tasse di circolazione, la LIA, la tassa di colegamento ecc. Abbiamo ministri dell'ambiente che scelgono di correre il rally nel periodo di massimo inquinamento e quello della salute che come unica soluzione contro l'inquinamento stesso ha solo la speranza che piova. Non proprio un bel quadretto, al quale si aggiunge la questione dei rimborsi e degli anticipi sulla pensione. Non dimentichiamo nemmeno i vari problemi che negli anni passati hanno coinvolto la Sezione della Logistica.

Il parlamento dovrebbe essere garante del rapporto di fiducia e trasparenza che lega la cittadinaza alle istituzioni. Tocca ai suoi deputati vigilare sull'operato del governo e se è necessario richiamarlo ai suoi doveri. Per questo motivo, difronte a un'operazione immobiliare che fin da subito ha suscitato diverse perplessità – alcune magari semplicemente politiche, ma altre fondate e che individuano un possibile raggiro della legge sulle commesse pubbliche – bisognerebbe fermarsi e chiarire tutti gli aspetti prima di spendere 12 milioni di franchi. Dalla stampa si apprende che esiste una perizia la quale ipotizza questo raggiro e che consiglia proprio di approfondire la questione. Lo suggerisce perché apparentemente il Cantone non vuole semplicemente acquistare un edificio già costruito, ma dagli atti analizzati sembrerebbe che l'edificazione dello stabile di Giubiasco sia stata affinata seguendo precise richieste avanzate da parte del Cantone, indviduando quindi un suo importante coinvolgimento. È proprio questo coinvolgimento che lascia ipotizzare il non rispetto della legge.

Oltre agli aspetti puramente giuridici, ne esistono altri più politici che pur essendo leciti, possono suscitare dei malumori nell'opinione pubblica. Il fatto che nella compravendita, nella costruzione e nella mozione che propone la realizzazione della Città dei mestieri siano coinvolti alcuni granconsiglieri, oltre ai tempi e ai modi con cui l'operazione è stata proposta e viene portata avanti, non sono sicuramente rassicuranti e forse nemmeno eleganti. La prudenza è indispensabile per il consolidamento del rapporto di fiducia tra govenanti e governati, rapporto già molto incrinato...