Romano, impara ad indignarti!

Il buon Romano si indigna animosamente perché non gli è piaciuto il corteo “No border” non autorizzato che si è svolto domenica 11 settembre a Chiasso. Peccato che Romano del corteo abbia visto solo ciò che gli faceva comodo vedere. Infatti non mi pare che tutte le 250 persone presenti abbiano scritto sui muri o lanciato qualche fumogeno artigianale.

250 persone hanno chiesto che le frontiere non siano motivo di divisione, ma luogo di incontro e di transito anche per uomini, donne e bambini e non solo per le merci e per i denari. Hanno chiesto di far passare quelle persone che noi, con la nostra opulenza, impoveriamo sempre di più.

Romano e suoi amici di destra (l'autodefinizione “camerata” la si può leggere tra i commenti presenti sulla sua pagina facebook) credono ancora che il petrolio che ci ostiniamo a usare come se fosse acqua di sorgente, l'oro e l'argento che usiamo per abbellirci, il coltan per i nostri innumerevoli dispositivi elettronici non abbiano un costo ambientale, sociale e umano? Lo sfruttamento umano e territoriale facciamo tutti finta di non vederlo? Il debito che abbiamo con Africa, Medio-Oriente e Oriente lo vogliamo ignorare? Comodo!

Indignazione, dicevamo, perché alcune persone incappucciate sono state un po' biricchine e i danni dovranno pagarli i contribuenti ticinesi. Cattivoni, voi imbrattatori, se ci fate spendere qualche soldino per della vernice, Romano e i suoi amici di destra non possono chiedere ulteriori sgravi fiscali per i ricconi sfruttatori.

Perché Romano non si indigna quando i suoi amici paragonano i nostri pensionati a dei porci opulenti solo perché chiedono un aumento del 10% per la loro rendita AVS? Perché Romano non si indigna quando vengono a galla grandi frodi fiscali o dubbie operazioni come quelle svolte a Panama? Perché Romano non si indigna per i fumogeni lanciati dalle tifoserie di calcio e hockey e i relativi costi generati per la sicurezza e la pulizia?

Indignez-vous! titolava il libretto di Stéphane Hessel, ma per le ingiustizie, quelle vere, non per le bagatelle.