Intervista da parte di tio.ch

Sono nato il 18 febbraio 1975 a Zugo dove i miei genitori, partendo da un piccolo paese della provincia di Avellino, si erano trasferiti. Quando ancora non avevo compiuto i due anni ci siamo trasferiti in Ticino, a Grancia. Ho frequentato le scuole dell'obbligo a Barbengo e poi la Scuola professionale di Trevano-Canobbio.
Insoddisfatto della professione appresa, ho deciso di riprendere gli studi. Ho frequentato per due anni i corsi serali di un Liceo linguistico a Como, mentre la mattina continuavo il mio lavoro in modo da potermi pagare gli studi. Mi sono diplomato nel 1998.

In questi anni mi sono dedicato anche all'apprendimento delle lingue con due soggiorni all'estero, il primo a Monaco di Baviera nel '96 e il secondo a Dublino nel '98, dopodiché per un certo periodo ho suddiviso la mia vita tra il Ticino e la Bretagna.
Di seguito ho intrappreso gli studi universitari a Milano dove mi sono iscritto al Corso di Laurea in Storia. Ho però abbandonato gli studi quando sono diventato padre del mio adorato Fabrizio. In questo modo ho potuto suddividere le mie giornate tra l'attività professionale al mattino e quella di padre al pomeriggio.Dal 2002 abito a Massagno.

Come è nata la passione per la politica?
La passione  per la politica è nata grazie all'impulso di alcuni amici che hanno iniziato a parlarmene. Con il diventare padre ho sentito il bisogno di impegnarmi concretamente per la società e allora mi sono iscritto al PS. Da lì è partito tutto: il piacere di ritrovarmi con altre persone a discutere i problemi reali che una piccola comunità come quella di Massagno deve affrontare per poi studiare e proporre le possibili soluzioni. Con il tempo sono "uscito" dall'ambito comunale e ho iniziato a frequentare il comitato cantonale del PS dove ho il piacere di confrontarmi attivamente con alcuni personaggi che hanno fatto la storia del nostro partito ma anche del nostro Paese, confronto che trovo molto stimolante ed entusiasmante. Partecipando attivamente alla vita politica ho capito che anche l'opinione di un solo individuo è importante per le sorti di un'interà società.

Quali sono i temi che le stanno più a cuore?
I temi che più mi stanno a cuore sono quelli che colpiscono i più deboli. La possibilità di trovare un alloggio degno di questo nome ad un prezzo accessibile anche per chi è ai piedi della scala salariale. Troppo spesso gli speculatori promuovono solo appartamenti di lusso i cui prezzi non sono accessibili a famiglie del ceto basso o monoparentali. Un'altra voce del bilancio famigliare che è troppo onerosa è quella legata ai costi della salute che per una famiglia con 2 bambini rischiano di raggiungere, se non superare, il costo dell'affitto. Per risolvere questi due problemi bisogna certamente intervenire sul potere d'acquisto delle lavoratrici e dei lavoratori ticinesi introducendo, per esempio, un salario minimo garantito che vada anche a risolvere il problema del dumping salariale causato dallo "sfruttamento" della manodopera estera. Altro tema per me importante è quello dell'ambiente e del territorio; l'intensa edificazione realizzata in alcune zone del Cantone sta creando un danno enorme al Paese facendoci raggiungere livelli di inquinamento altissimi, paralizzando le vie di comunicazione e probabilmente scoraggiando il turismo.

Quali sono i problemi più urgenti da risolvere in Ticino?
I problemi che io ritengo prioritari sono quelli che più mi stanno a cuore: l'alloggio, i costi della salute, il potere d'acquisto, l'ambiente  e il territorio.

Quale il Ticino del futuro che sogna
Sogno un Ticino capace di scegliere il proprio destino, che non dia sempre la colpa agli altri: ai frontalieri o ai "balivi". Un Ticino coeso, che sappia riconoscere le proprie potenzialità, che abbia maggiore rispetto del proprio territorio, capace di sfruttare con intelligenza la propria posizione geografica, capace di trasformarsi da periferia a centro di una rete che attraversa le alpi da Nord a Sud, da Est a Ovest. Un Ticino che sappia ricordare quanto ha beneficiato dalla sua politica di accoglienza che storicamente lo ha caratterizzato: gli stranieri che hanno costruito le nostre infrastrutture e quelli che hanno contribuito alla crescita culturale del nostro Paese.

Perché dovremmo votarla?
Perché no? Sono una persona schietta e sincera. Ho delle posizioni politiche chiare e coerenti che in parte sono visibili sul mio sito internet (www.adrianovenuti.ch). Chi si riconosce in queste posizioni, mi auguro che voglia darmi la fiducia necessaria per entrare in parlamento ad aprile.