La biblioteca della libertà

Lo scorso 14 ottobre è stata inaugurata la rinnovata biblioteca del Penitenziario cantonale “La Stampa”. La nuova biblioteca è stata aperta dopo un lungo lavoro di riordino e catalogazione, durato circa un anno, necessario per mettere la biblioteca nuovamente in essere dopo un periodo di gestione poco professionale e dopo averla traslocata nell’attuale ubicazione.

Infatti la vecchia biblioteca ha dovuto cedere i suoi spazi alla nuova aula di informatica, che rappresenta uno di quei tasselli, che insieme ad altri insegnamenti, come le lingue, la storia e la filosofia, compongono la scuola “In oltre”, la scuola interna al Penitenziario.

La biblioteca vuole essere anche un contributo al successo di questa scuola. Il detenuto-studente, stimolato dagli insegnamenti che segue, può avere interesse ad approfondire alcuni temi cercando in biblioteca i testi più appropriati; oppure il lettore può servirsi di questo servizio semplicemente per affrontare una lettura che lo aiuti a trascorrere più serenamente il tempo libero.

All’interno de La Stampa, la parte punitiva (rappresentata dalla privazione della libertà) è affiancata da quella riabilitativa che si realizza nell’attività lavorativa e in quella scolastica (a scopo professionale, come l’apprendistato, o a scopo più semplicemente educativo).

Risulta dunque evidente quale ruolo può giocare una biblioteca in questo contesto. La lettura può essere vista sotto molti aspetti. Può essere un semplice passatempo, un momento di apprendimento, un momento di isolamento introspettivo, ma anche un momento di incontro. La popolazione carceraria è una realtà multietnica, dove si ritrovano lingue, culture e religioni diverse. Questo incontro può essere facilitato dalla biblioteca dove i lettori si scambiano le opinioni sul libro letto, dove i libri possono aiutare a capire culture diverse dalla propria o per conoscere quella del paese che ospita i detenuti: la Svizzera.

Spesso capita che sia proprio l’ignoranza, nel senso più letterario del termine, che induce l’uomo a commettere un reato, e quindi la conoscenza acquisita attraverso la lettura può essere un ottimo deterrente contro la recidiva.

La biblioteca del Penitenziario offre anche la possibilità di lavoro a tre detenuti. Questi, dopo essere stati appositamente istruiti da un bibliotecario professionista, si occupano autonomamente della catalogazione dei nuovi libri, del servizio prestito, della consulenza all’utente e del mantenimento del buon ordine dei libri.

Strutturata come biblioteca a libero accesso, contiene circa 6000 titoli suddivisi per soggetto e per lingua. Infatti, oltre che in italiano, si possono trovare libri in inglese, francese, tedesco, spagnolo, portoghese, serbo-croato, albanese e turco. È anche possibile avere in prestito film e CD musicali.

La biblioteca è aperta due volte al giorno, dal lunedì al venerdì, durante i due momenti che i detenuti hanno a disposizione per il passeggio, l’ora d’aria. Ad ogni detenuto è stata consegnata una tessera, sulla quale vengono registrati i prestiti effettuati e le date di ritiro e consegna del materiale prestato.

Ricordando le parole del filosofo americano Henry David Thoreau: “Quanti uomini hanno datato l’inizio di una nuova era della loro vita dalla lettura di un libro”, noi ci auguriamo che la lettura sia per i detenuti l’inizio di una nuova e migliore libertà.